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Auto-imprenditore: quali sono i limiti di fatturato da rispettare nel 2024?

Lo status di auto-imprenditore si basa su un principio semplice: il fatturato annuo al netto delle tasse non deve superare un limite stabilito dall'amministrazione…

Auto-entrepreneuse consultant ses documents de chiffre d'affaires dans un bureau à domicile
5 min

Lo status di auto-imprenditore si basa su un principio semplice: il fatturato annuo al netto delle tasse non deve superare un tetto fissato dall’amministrazione fiscale. Questo tetto varia a seconda della natura dell’attività svolta e condiziona il mantenimento del regime micro-fiscale e del regime micro-sociale.

Prorazione del tetto per auto-imprenditori durante l’anno

Un punto tecnico sfugge spesso ai creatori di attività: il tetto di fatturato è prorogato nell’anno di creazione. Se l’auto-imprenditoria inizia a luglio, la soglia applicabile copre solo il periodo rimanente fino al 31 dicembre. Un imprenditore che fornisce servizi e si registra il 1° luglio dispone quindi solo della metà del tetto annuale per questo primo anno civile.

Questa regola intrappola regolarmente coloro che avviano la loro attività alla fine dell’anno con un grosso contratto firmato. Il superamento della soglia prorogata comporta le stesse conseguenze di un superamento classico, anche se l’importo assoluto rimane modesto. Prima di fatturare, è necessario calcolare il tetto reale in base al numero di giorni di attività rapportato all’anno completo.

Per trovare le informazioni per auto-imprenditori su Via Le Web, il dettaglio dei calcoli secondo ogni categoria di attività è presentato con gli importi esatti.

Soglie di fatturato per micro-imprese per il 2024 e 2025

Per il periodo 2023-2025, i tetti del regime micro-imprese sono i seguenti:

  • 188 700 euro HT per le attività di vendita di merci, ristorazione e fornitura di alloggio (esclusi i mobili turistici non classificati)
  • 77 700 euro HT per le prestazioni di servizi rientranti nei BIC o BNC, professioni liberali e affitti di immobili arredati a lungo termine
  • 15 000 euro HT per l’affitto di mobili turistici non classificati, un caso particolare introdotto di recente

Questi importi sono da intendersi al netto delle tasse e corrispondono al fatturato incassato, non fatturato. La distinzione è importante: una fattura emessa a dicembre ma pagata a gennaio rientra nell’anno successivo per il calcolo della soglia.

Auto-imprenditore consulta un cruscotto contabile su un tablet in uno spazio di coworking

Il meccanismo di tolleranza su due anni

Il superamento del tetto per un solo anno non provoca l’uscita immediata dal regime. Il passaggio al regime reale di imposizione avviene solo se la soglia è superata per due anni civili consecutivi. In pratica, un prestatore di servizi che realizza 80 000 euro nell’anno N-1 mantiene il suo status nell’anno N, a condizione di tornare sotto i 77 700 euro in N.

Questa tolleranza offre un margine di manovra per assorbire un anno eccezionale senza perdere la semplicità del regime micro. Tuttavia, non sospende gli obblighi legati all’IVA, che obbedisce a soglie proprie.

Nuovi tetti per micro-imprese a partire dal 2026

La revisione triennale delle soglie innalza nettamente i tetti applicabili per il periodo 2026-2028. Gli importi passano a 203 100 euro HT per le attività di vendita e a 83 600 euro HT per le prestazioni di servizi. Questo aumento rappresenta un incremento di diverse migliaia di euro rispetto alle soglie attuali.

Per gli auto-imprenditori il cui fatturato sfiora i tetti 2024-2025, questa rivalutazione cambia le carte in tavola. Un prestatore a 78 000 euro annuali, costretto oggi a passare al regime reale, potrà rimanere in micro-imprenditoria dal 2026 senza modificare il suo volume di attività.

Anticipare la transizione tra i due periodi

Il passaggio dai vecchi ai nuovi tetti riguarda solo i redditi percepiti a partire dal 2026. Gli anni 2024 e 2025 rimangono soggetti ai tetti attuali di 188 700 e 77 700 euro. Un superamento nel 2024 e 2025 può quindi provocare un’uscita dal regime il 1° gennaio 2026, anche se i nuovi tetti avrebbero permesso di rimanere idonei.

Questa situazione crea un angolo morto amministrativo. È preferibile monitorare i propri incassi mese per mese, in particolare durante l’ultimo trimestre, per evitare un passaggio indesiderato a pochi mesi da un innalzamento dei tetti.

Soglie di esenzione IVA: un tetto distinto dal fatturato

L’esenzione IVA e il tetto di fatturato sono due meccanismi separati. Un auto-imprenditore può perdere il beneficio dell’esenzione IVA pur mantenendo lo status di micro-imprenditore. Le soglie di esenzione IVA applicabili nel 2025 e mantenute nel 2026 sono:

  • 85 000 euro (soglia maggiorata: 93 500 euro) per le attività di vendita e ristorazione
  • 37 500 euro (soglia maggiorata: 41 250 euro) per le prestazioni di servizi

Un prestatore di servizi che supera i 37 500 euro di fatturato deve iniziare a fatturare l’IVA ai propri clienti, anche se rimane ampiamente sotto il tetto di 77 700 euro. Questo obbligo modifica la sua politica tariffaria e la sua competitività rispetto ai concorrenti ancora esenti.

Auto-imprenditrice in incontro con un commercialista per verificare i tetti di fatturato

Il progetto di soglia unica a 25 000 euro abbandonato

Un progetto europeo prevedeva di abbassare l’esenzione IVA a una soglia unica di 25 000 euro. Questo scenario, che avrebbe costretto la maggior parte degli auto-imprenditori a raccogliere l’IVA, è stato infine abbandonato. Le soglie attuali rimangono in vigore, preservando la semplicità di fatturazione per le attività il cui fatturato rimane moderato.

Il tema della IVA nelle micro-imprese rimane il punto di vigilanza principale per il 2024 e gli anni successivi. Confondere i due tipi di soglie (fatturato e esenzione IVA) porta a errori di fatturazione difficilmente recuperabili, soprattutto quando l’IVA avrebbe dovuto essere raccolta retroattivamente su più mesi.

La distinzione tra tetto di fatturato e soglia di esenzione IVA rimane il punto tecnico su cui si concentrano la maggior parte degli errori di gestione. Verificare i propri incassi ogni trimestre, confrontandoli con le due griglie di soglie, è sufficiente per evitare un cambiamento di regime subito.

Auto-imprenditore: quali sono i limiti di fatturato da rispettare nel 2024?